Crea il tuo blogLoginAggiungi questo blog ad Excite MIX
Cerca nei blog con
Post
Feed
News






Intermezzo musicale? Si, forse. Sicuramente intermezzo nei miei pensieri di sempre, nella mia quotidianità, piacevolmente voluta, scandita da gesti uguali, rassicuranti, disperatamente cercata, quando  senti che alcune certezze si  sfaldano.
Intermezzo vissuto un sabato mattina di novembre, inondato di sole. E certo, è l'estate di San Martino.
Ci siamo fatti vecchi, ma gli occhi sono sempre quelli, pieni di luce, del piacere di rivedersi.
Quattro chiacchiere, una cioccolata calda, dolcissima, sorseggiata guardandoci negli occhi, la consapevolezza che meglio essere amici oggi, che niente domani.
Intanto ascolto Giorgia: Per fare a meno di te.... Sono circa trentanni che ci provo.
Direi che ci sono riuscita.

16.11.2009 ora: 23:43 commenta leggi commenti (3)

Nonsense



Alzarsi la mattina che hai ancora
sonno e sentirsi piena di energia e con la voglia di cambiare il mondo
  accorgersi che il mondo non lo puoi cambiare, perchè nella tua scuola
piove, non hai nemmeno un cestino per la carta straccia e nemmeno il
gesso...mentre ci sono scuole dove si abbelliscono i davanzali con i
ciclamini; ordinare un doppio caffè al ragazzo del bar...caffè che
berrai senza zucchero e in piedi, tra bambini che ti girano in tondo e
che vogliono assolutamente disinfettarsi le manine...nere, che non
lavano dal mattino precedente; cercare di coinvolgere i tuoi alunni,
spiegare che è importante scrivere senza commettere errori di
ortografia, mentre lei, Giovanna Ivana...che si ostina a farsi chiamare
così, continua a scrivere "rugnone" per riunione; e intanto Giovanni ti
dice in un orecchio " Per forza le bambine sono più brave a
scuola....quelle non hanno pensieri..." e tu lì che ti chiedi, che
diavolo di pensieri avrà mai per la testa quell'angelo biondo, che fa
già impazzire tutte le bimbe della classe...
mandare un pensiero volante
alla Gelmini...non proprio simpatico, perchè con la riforma, lei la
chiama così, non ci sono contemporaneità, nè collaboratori.. il
corridoio è deserto....e tu vuoi correre al bagno e ti chiedi: Ci vado
con tutti gli alunni? Rischio, faccio una corsa e torno? E intanto
questi si ammazzano. Mi porto i più terribili?
La campanella deve
coglierci di sorpresa, diceva un mio dirigente...io non la sento
proprio...esco sempre dopo che tutti sono andati via e mi vergogno
terribilmente...e pensare che vogliono mandarci in pensione a 65 anni.
A casa! Dolce casa! Le tazze della colazione nel lavello...devo mettere
la pentola dell'acqua sul gas, il sugo è pronto, i letti da rifare, le
porte da pittare...verdi, si un bel verde chiaro, "salice" che mi
rilassa mentre le dipindo e mi rilassarà quando le pulirò... no, le
porte no, ho il rientro a scuola nel pomeriggio:
dobbiamo decidere cosa fare a scuola per Natale.
Vogliono togliere il Crocifisso dalle aule...e aboliamo pure il Natale che non sanno che tormento è per le maestre!
06.11.2009 ora: 21:17 commenta leggi commenti (12)

I balconi del millenovecento

 
 

Prima dei telefoni i balconi,
si usciva fuori e si mandava a dire.
Erano lo sfogo della casa,
le ragazze non uscivano a spasso
tranne per la funzione, la domenica.
Però stavano in vista sul balcone,
passava il giovanotto, un fiore conficcato nell'occhiello,
una sbirciata a scippo, l'intesa fulminata,
telegramma spedito con le ciglia.
Al balcone tra i vasi la ragazza dipanava un gomitolo,
ricamava a telaio, fingeva di pungersi con l'ago
per liberare gli occhi messi in giù.
Mia nonna si fidanzò al balcone.
E mia madre, d'estate, dopoguerra,
con altri amici esce sul balcone per il fresco
e un uomo, ventottanni, sedutosi vicino le chiede
di sposare.
Provengo dall'incontro di loro due là fuori, a Mergellina,
col cielo giocoliere del tramonto.
Ma da un altro balcone s'era affacciato pure l'impettito
a dichiarare guerra, sporgendosi rapace e pappagallo
sulla folla ubriaca di se stessa.
Era meglio se usciva alla finestra
e meglio ancora se teneva chiuso, così non si guastava
la storia dei balconi e dell'Italia del millenovecento.

(Erri de Luca, da L'ospite incallito)



Vi propongo questi versi di Erri de Luca, autore e poeta che tanto amo, perchè mi hanno divertita tantissimo. E certo l'amore, questo sentimento così importante, ha cambiato nel tempo,
il suo modo di manifestarsi. I balconi, le finestre, nel primo novecento sono stati testimoni di amori nati quasi furtivamente, da una sbirciata tra feritoie e vasi di fiori.
Tutto molto romantico...
E poi i balconi come testimoni della Storia. E qui....stendo un velo pietoso...anche se mi viene da pensare che ognuno trova il modo più consono e più adatto ai tempi, per arrivare alle folle...
 
25.10.2009 ora: 10:26 commenta leggi commenti (4)

Uffa, domani è lunedì!

 
 
 
 
Ci sono sogni difficili da lasciar andare,
ma poi si aprono gli occhi,
ci si ritrova svegli e la realtà che era sfumata nel torpore riappare tale e quale.
La realtà a volte è dura,
ma è solo da quella che si può ricominciare.



Uffa....domani è lunedì!!!!
 
 
18.10.2009 ora: 23:57 commenta leggi commenti (6)

Il lavoro



Il lavoro è amore rivelato.

E se non riuscite a lavorare con amore,
ma solo con disgusto,
è meglio per voi lassciarlo e seduti,
alla porta del tempio,
accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.




Perchè se cuocete il pane con indifferenza,
voi cuocete un pane amaro,
se non potrà sfamare l'uomo del tutto,
e se spremete l'uva controvoglia,
la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.




E se anche se cantate come angeli,
ma non amate il canto,

renderete l'uomo sordo
alle voci del giorno e della notte.




da "Il profeta" di Gibran




Ho
imparato da mio padre ad amare il lavoro.
Papà era un capo cantiere
edile...muratore, dall'età di 16 anni.
Ha lavorato con tenacia, senza
mai lamentarsi della fatica.
Mai un giorno d'assenza, pochissimi giorni
di ferie all'anno.
Si alzava prestissimo al mattino,
accendeva i camino
e leggeva i miei libri,
perchè lui non aveva potuto studiare,
per
lavorare e mantenere la sua famiglia d'origine.

Poi preparava il caffè e lo sentivo,

dalla mia camera da letto, girare lo zucchero e fischiettare felice.
Poco
prima di recarsi al lavoro, svegliava me, perchè dovevo andare a
scuola, poi perchè studiavo all'università e, infine, perchè dovevo
insegnare in una scuola non vicinissima.

Quel suo risveglio sempre dolce...mi dava la carica per affronare nella giusta maniera la giornata.

Mi diceva che lavorare era il suo modo per pregare il Signore e ringraziarlo per quello che gli dava.

Le
sue mani erano sempre ruvide, piene di calli,
arrossate dal freddo.
Solo quando si è ammalato, ho scoperto che aveva mani lunghe, lisce,
bianche.

Il suo esempio è la mia forza...
14.10.2009 ora: 15:04 commenta leggi commenti (5)

Copiatura







Nel giallore temporalesco



le mie poesiucole



ricopiate su un quaderno di scuola



per te.



L'anima s'appiattisce



tra passato e presente



come un'avvinazzata corolla di papavero



- a ricordo d'un idillio di viaggio -



fra le pagine di una guida turistica.






A
ntonia
Pozz
i

04.10.2009 ora: 12:44 commenta leggi commenti (5)

Il treno dell'utima notte







" Il primo amore
della sua vita. Adesso lo sa. Se l'è detto di notte, mentre guardava la
finestra su cui brillava di riflesso il lampione. Se l'è ripetuto:io
amo Emanuele e lui ama me. E quasiasi cosa succeda, continueranno ad
amarsi, perchè un incontro non si sceglie ma si prende come un destino
e quando è avvenuto, è compiuto per sempre..."
Da" Il treno dell'ultima notte" di Dacia Maraini
 
 
 
 
 
Ho letto il ramanzo ad agosto...non era propriamente un libro da leggere
sotto l'ombrellone per le tematiche impegnative e scritte con uno stile
diverso da quello tipico della Maraini.
E' un romanzo che elogia la libertà, denuncia le efferatezze perpetrate
dai totalitarismi del Ventesimo secolo e definisce il senso della
giusta memoria: i fantasmi malvagi del passato non sono sconfitti;
si può costruire il futuro solo se i criminali
 sono condannati e le colpe espiate.
30.09.2009 ora: 14:18 commenta leggi commenti (4)

Ecco,ogni tanto, prendiamo una scaletta e tuffiamoci a sognare...

28.09.2009 ora: 13:53 commenta leggi commenti (4)

Pensiero di fine serata

25.09.2009 ora: 21:11 commenta leggi commenti (3)

Quelle situazioni che....

 
"Vi sono situazioni in cui
per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto,
istanti in cui l'identità dell'altro si cancella,
mentre, di riflesso,
dubitiamo della nostra."



(P.Citati)

22.09.2009 ora: 14:59 commenta leggi commenti (7)

IL CONTRARIO DELLA MORTE


" Maria chiude gli occhi e cerca di raffigurarsi l'Afganistan: - Me lo immagino come un posto con molta sabbia. Pieno di montagne con la neve sopra. Sabbia e neve, anche se non c'entrano, non stanno mai insieme nei sogni di nessuno. Ma io vedevo sempre polvere, sabbia, mercati pieni di vento, lo stesso che da noi c'è sulle spiagge. E in lontananza la neve sui cucuzzoli. E poi turbanti, tante barbe. E vestiti che ti fanno scomparire, che a me sembravano persino belli. Belli da indossare quando non vuoi essere vista e apparire solo di stoffa. A volte vorrei poterli mettere qui, quando mi sento mi sento gli occhi di tutti appiccicati sulla faccia.  Se sorrido, sorrido troppo e l'ho già dimenticato, se ho gli occhi abbuffati di lacrime, mormorano che devo finirla perchè piangere non me lo farà ritornare, se sono impassibile già emettono la sentenza: è impazzita di dolore. E vorrei coprirmi con quelle campane azzurre, con quei burqa."



Da "IL CONTRARIO DELLA MORTE" di Roberto Saviano



Maria è ancora giovane ed è già vedova dell'ultima guerra. Che non è quella studiata nelle scuole
ma l'ultima, quella che noi chiamiamo "missione di pace".La maggior parte delle truppe inviate in tali missioni è composta da soldati meridionali. Più della metà dei caduti italiani sono meridionali. Al ritorno i reduci, spesso giovanissimi, investono tutti i loro risparmi in un bar o in un ristorante, in una attività che offra una qualche prospettiva di lavoro.
Gaetano, il ragazzo di Maria era partito per l'Afganistan, per poterla sposare e per iniziare un mutuo. Lei diciassette anni, lui ventiquattro. Troppo pochi per rimanere inchiodata al dolore, pochissimi per morire in "una missione di pace".
Quante Maria e quanti Gaetano ci sono sparsi per l'Italia? Non serve la retorica, non serve il silenzio. Solo una domanda: "Qual è il contrario della morte?"
19.09.2009 ora: 21:25 commenta leggi commenti (14)

Agosto 2009

13.09.2009 ora: 23:15 commenta leggi commenti (6)


 
 
 
"Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
 
a essere
 
contento senza motivo,
 
a essere sempre occupato con qualche cosa e
 
a pretendere,
 
con ogni sua forza,
 
quello che desidera".
 
 
 
 
Paulo Coelho
10.09.2009 ora: 22:44 commenta leggi commenti (5)


07.09.2009 ora: 20:30 commenta leggi commenti (8)

Settembre

 
 
Chiaro cielo di settembre
Illuminato e paziente
Sugli alberi frondosi
Sulle tegole rosse
Fresca erba
Su cui volano farfalle
Come i pensieri d'amore
Nei tuoi occhi
Giorno che scorri
Senza nostalgie
Canoro giorno di settembre
Che ti specchi nel mio cuore.
 
attilio bertolucci
01.09.2009 ora: 21:38 commenta leggi commenti (3)

Da qui cominciano i ricordi

I ricordi, i miei ricordi, cominciano da quel "Ciao" che ha fatto il mio destino....

 

 

 

Da qui cominciano i ricordi

e tu

vai via senza saperlo

ti viene fuori un "ciao" che sembra quasi dire...

"Sò già che starò male"

da qui cominciano i ricordi

io con te dentro volo

e tu mi sentirai passare

se devi andare vai

fai prima che puoi

no non ti voltare

da qui fotografo ricordi

Sei il mio primo pensiero

da quando apro gli occhi

nelle mattine che si accendono

su e giù fra pelle e cuore

fino a spaccarci dentro

fino a dimenticarsi e ritornare...

Ti ricordi davvero di me? O ti ricordi perchè?

I sentieri di pietra correvo

e ridevo a te

ti baciavo e sapevi di sale

e di cose belle da fare...

Ho un'immagine di te

opaca senza tempo

come una fotografia

da qui cominciano i ricordi

siedo fra l'erba e i fiori

e lascio gli occhi al tempo

così ritornano le tue parole

"ti aiuterò ad amare.."me lo dicevi piano"

fino a quel "Ciao" che ha fatto il mio destino

si il tuo destino

ti ricordi davvero di me come io ricordo di te?

E' la luce di semplici cose che illumina

ti ricordi che fare l'amore era dolce era forte

era Amore!

I sentieri di pietra correvo

e ridevo a te

ti ricordi davvero di me?

O ti ricordi perchè?

biagio antonacci


30.08.2009 ora: 20:54 commenta leggi commenti (3)

Crudele addio

 

Ti conobbi crudele nel distacco.


Io ti vidi partire


come un soldato che va alla morte


senza pietà per chi resta.


Non mi lasciasti nessuna speranza.


Non avevi, in quel punto,


la forza di guardarmi.


Poi più nulla di te, fuorché il tuo spettro,


assiduo compagno, il tuo silenzio


pauroso come un pozzo senza fondo.


Ed io m’illudo


che tu possa riamarmi.


E non fo che cercarti, non aspetto


che il tuo ritorno,


per vederti mutata, smemorata,


aver noia di me che oserò farti


qualche amoroso e inutile dispetto.


 

Vincenzo Cardarelli

23.08.2009 ora: 15:30 commenta leggi commenti (2)


 

Muore solo un amore che smette di essere sognato.

pedro salinas

21.08.2009 ora: 16:39 commenta leggi commenti (3)

Il viaggio

Andare via,

sempre più lontano dal

mondo e da sé.

 

da "Cento haikù imperfetti"

 

10.08.2009 ora: 21:40 commenta leggi commenti (5)

Buona lettura....

"Non esiste un vascello veloce come un libro
per portarci in terre lontane".


 

Emily Dickinson


...... e l'estate è il momento migliore per questi "viaggi".

Buona lettura a tutti

28.07.2009 ora: 23:00 commenta leggi commenti (17)

luneperdute
Lune perdute in frammenti di gelo Un pizzico di follia tra aghi di ghiaccio Solo un'ipotesi di sole da afferrare al volo..... angela de leo
< Novembre 2009 >
L M M G V S D
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            
RDF / RSS feed

RDF

RSS 0.91
Crea il tuo blogLoginPubblicitàAggiungi al MIX  
Excite UKExcite FranceExcite DeutschlandExcite EspañaExcite NederlandExcite JapanExcite USA