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enzo de giorgi "valzer" Vorrei fare un valzer con te... vorrei correre con te fino a perdere il fiato e poi fermarsi e guardarsi
e ridere, ridere, e baciarsi..
vorrei fare un valzer con te
vorrei girare e girare e star con te a sognare... senza mai fermare
questi attimi, di te... maurizio |
"Tutti abbiamo
incontrato lo sguardo di qualcuno e sentito una specie di
"riconoscimento" che avrebbe potuto essere l'inizio di un amicizia. Ma poi le luci cambiano, il treno parte, la folla fa ressa tutto intorno... e non sapremo mai." Pam Brown |
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Ti sto aspettando, perché so che tornerai a prendermi.
Mi hai messo qui solo per farmi sgranchire un pò le zampe perché il viaggio che mi hai fatto fare era interminabile.
Poi sei risalito..e..no!
Non puoi esserti dimenticato di me.
Si, sono certo che tra un attimino sarai qui!
Mi siedo sul bordo della strada..ho paura delle macchine che passano
veloci ma cerco di pensare a te e ai nostri momenti bellissimi e anche
ultimamente ai tuoi nervosismi verso di me.
Ma sarai stato arrabbiato per altri motivi,
io a te non ho fatto nulla!!
Sono trascorsi 3 giorni e sono ancora qui!
Sto morendo di dolore, di fame, di sete,
di tremenda solitudine.
I miei occhi non vedono più lontano; seguono ora il battito del mio cuore stanco che sta lasciandomi per sempre.
Eppure so che tornerai e resisto in segno della mia fedeltà verso di te, perché tu non puoi essere cattivo..."
antonella dal blog gliamicidichicca
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L'altra mattina mi sono svegliata così: i capelli arruffati e tanta voglia di dormire.
Non è che la situazione sia cambiata.
I capelli li ho pettinati ma...i miei pensieri e il mio stato d'animo
sono ancora un tantino arruffati.
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Umberto Boccioni, La madre
Mia nonna era il ramo incurvato dalle nascite; Era il volto seduto in cucina; Era l'odore del pane e della mela conservata; Era la mano del rosmarino e la voce della preghiera; Era la povertà dei lunghi inverni avvolta nello zucchero come un'umile ghiottoneria. Quindici figli mangiarono dalle sue mani miracolose; Quindici figli dormivano col suo sonno d'auila. In molti nipoti e pronipoti abbiamo continuato a passare dalle sue braccia magre. Ma lei è sempre la mano che mescola l'acqua e la farina. E' il silenzio delle notti pieno di uccelli addormentati...
E. Barquero da Poeti latino americani
Questa
poesia mi è piaciuta tanto, perchè mi fa pensare alle famiglie di una
volta, numerose, in cui gli anziani erano depositari di tradizioni e
saggezza. Le mie due nonne, che ho avuto la fortuna di conservare
fino a tarda età, un po' assomigliano a questa nonna descritta nei
versi. Erano anche molto vitali, piene di voglia di vivere... |
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I giorni son sempre più brevi, le piogge cominceranno.
La mia porta, spalancata, ti ha atteso.
Perché hai tardato tanto?
Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca
l’ho bevuto a metà, da solo, aspettando. Perché hai tardato tanto?
Ma ecco sui rami, maturi, profondi dei frutti carichi di miele. Stavano per cadere senz’essere colti
se tu avessi tardato ancora un poco.
Hikmet |
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Un altro anno se ne va. Sarebbe doveroso fare bilanci ma...non ne ho voglia. Ci sono stati momenti di dolore, un dolore annunciato, tante domande non hanno trovato risposte, nè mai le troveranno. Mi auguro che il prossimo anno sia più sereno per la mia famiglia, per tutti.
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L'atmosfera, in questo periodo, diventa più magica se c'è un bel presepe.
Qui di seguito pubblico le foto di un presepe che amo particolarmente,
perchè ho partecipato alla sua "costruzione".
Si tratta del presepe che è in bella mostra nella mia scuola.
Ecco un particolare del presepe che abbiamo costruito a scuola
un paio di anni fa. E' molto grande e riproduce fedelmente alcuni
angoli caratteristici del mio paese.
Questa foto ritrae il particolare del campanile della chiesa matrice che svetta alto sulla collina. La natività è stata collocata sotto uno degli archi più belli che vanta il nostro centro storico. In
basso, ho provato ad inquadrare una parte più grande del presepe, ma
non ci sono riuscita, poichè non sono abilissima nel fotografare e
perchè il presepe è davvero tanto grande. |
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Intermezzo
musicale? Si, forse. Sicuramente intermezzo nei miei pensieri di
sempre, nella mia quotidianità, piacevolmente voluta, scandita da gesti
uguali, rassicuranti, disperatamente cercata, quando senti che alcune
certezze si sfaldano. Intermezzo vissuto un sabato mattina di novembre, inondato di sole. E certo, è l'estate di San Martino. Ci siamo fatti vecchi, ma gli occhi sono sempre quelli, pieni di luce, del piacere di rivedersi. Quattro
chiacchiere, una cioccolata calda, dolcissima, sorseggiata guardandoci
negli occhi, la consapevolezza che meglio essere amici oggi, che niente
domani. Intanto ascolto Giorgia: Per fare a meno di te.... Sono circa trentanni che ci provo. Direi che ci sono riuscita.
14 novembre 2009
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18.12.2009 ora: 09:01 |
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La mamma è quella che ti insegna a rispettare il lavoro degli altri: - Se dovete ammazzarvi, fatelo fuori di qui, che ho appena pulito!
La mamma è quella che ti insegna a pregare: - Prega Dio che non ti sia caduto sul tappeto!
La mamma è quella che ti insegna a rispettare le tempistiche di lavoro: - Se non pulisci la tua camera entro domenica, ti faccio pulire l'intera casa per un mese!
La mamma è quella che ti insegna la logica: - Perché lo dico io, ecco perché!
La mamma è quella che ti insegna l'ironia: - Prova a ridere e ti faccio piangere io!
La mamma è quella che ti insegna la tecnica dell'osmosi: - Chiudi la bocca e mangia!
La mamma è quella che ti insegna il contorsionismo: - Guarda che sei sporco dietro, sul collo!
La mamma è quella che ti insegna la resistenza: - Non ti alzi finché non hai finito quello che hai nel piatto!
La mamma è quella che ti insegna a non essere ipocrita: - Te l'ho già detto mille volte di non farlo, non fare finta di niente!
La mamma è quella che ti insegna il ciclo della Natura: - Come ti ho fatto, ti disfo!
La mamma è quella che ti insegna il comportamento da non tenere: - Smettila di comportarti come tuo padre!
La mamma è quella che ti insegna cos'è l'invidia: - Ci sono milioni di poveri bambini che non hanno genitori meravigliosi come noi.

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"Sa
i miei pensieri. E' un maschio e mi rimprovera. Occupa tutto il mio
spazio, non solo quello del grembo. Sta nei miei pensieri, nel mio
respiro, odora il mondo attraverso il mio naso. Sta in tutte le fibre
del mio corpo. Quando uscirà mi svuoterà, mi lascerà vuota come un
guscio di noce. Vorrei che non nascesse mai....."
Una citazione,
una bellissima citazione ,tratta da "In nome della madre" di Erri De
Luca, scrittore che adoro (questo già lo sapete), perchè riesce sempre
a coinvolgerti con le sue parole, a toccare ogni fibra del tuo essere.
Ci sei tu in quelle parole, con la tua vita, con le tue fragilità. Il
fatto sorprendente è che questo libro racconta l'esperienza
straordinaria della maternità di Miriam/Maria. Eppure, leggendolo,
senti che Miriam è una donna come tutte le altre, con le paure e le
ansie, comuni a tutte le donne che aspettano un bambino. |
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accompagno con il pensiero la discesa dell'acqua dall'ombrello dentro la camicetta. cerco il telefono nella borsa le chiavi la maniglia vado con calma, poi di corsa la manica la scolatura dell'acqua è così che si comincia a sentirsi fuori posto poi si finisce a fare l'amore come capita
daniela d'angelo Mi piace scoprire versi di poeti poco conosciuti. Almeno per me...
Questa poetessa è davvero una rivelazione! Quante volte cerco nel fondo della borsa...di tutto. Forse anche quel po' di me che non trovo mai,
che si perde nelle pieghe della vita quotidiana...
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Intermezzo musicale? Si, forse. Sicuramente intermezzo nei miei pensieri di sempre, nella mia quotidianità, piacevolmente voluta, scandita da gesti uguali, rassicuranti, disperatamente cercata, quando senti che alcune certezze si sfaldano. Intermezzo vissuto un sabato mattina di novembre, inondato di sole. E certo, è l'estate di San Martino. Ci siamo fatti vecchi, ma gli occhi sono sempre quelli, pieni di luce, del piacere di rivedersi. Quattro chiacchiere, una cioccolata calda, dolcissima, sorseggiata guardandoci negli occhi, la consapevolezza che meglio essere amici oggi, che niente domani. Intanto ascolto Giorgia: Per fare a meno di te.... Sono circa trentanni che ci provo. Direi che ci sono riuscita.
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Alzarsi la mattina che hai ancora
sonno e sentirsi piena di energia e con la voglia di cambiare il mondo
accorgersi che il mondo non lo puoi cambiare, perchè nella tua scuola
piove, non hai nemmeno un cestino per la carta straccia e nemmeno il
gesso...mentre ci sono scuole dove si abbelliscono i davanzali con i
ciclamini; ordinare un doppio caffè al ragazzo del bar...caffè che
berrai senza zucchero e in piedi, tra bambini che ti girano in tondo e
che vogliono assolutamente disinfettarsi le manine...nere, che non
lavano dal mattino precedente; cercare di coinvolgere i tuoi alunni,
spiegare che è importante scrivere senza commettere errori di
ortografia, mentre lei, Giovanna Ivana...che si ostina a farsi chiamare
così, continua a scrivere "rugnone" per riunione; e intanto Giovanni ti
dice in un orecchio " Per forza le bambine sono più brave a
scuola....quelle non hanno pensieri..." e tu lì che ti chiedi, che
diavolo di pensieri avrà mai per la testa quell'angelo biondo, che fa
già impazzire tutte le bimbe della classe... mandare un pensiero volante
alla Gelmini...non proprio simpatico, perchè con la riforma, lei la
chiama così, non ci sono contemporaneità, nè collaboratori.. il
corridoio è deserto....e tu vuoi correre al bagno e ti chiedi: Ci vado
con tutti gli alunni? Rischio, faccio una corsa e torno? E intanto
questi si ammazzano. Mi porto i più terribili? La campanella deve
coglierci di sorpresa, diceva un mio dirigente...io non la sento
proprio...esco sempre dopo che tutti sono andati via e mi vergogno
terribilmente...e pensare che vogliono mandarci in pensione a 65 anni.
A casa! Dolce casa! Le tazze della colazione nel lavello...devo mettere
la pentola dell'acqua sul gas, il sugo è pronto, i letti da rifare, le
porte da pittare...verdi, si un bel verde chiaro, "salice" che mi
rilassa mentre le dipindo e mi rilassarà quando le pulirò... no, le
porte no, ho il rientro a scuola nel pomeriggio: dobbiamo decidere cosa fare a scuola per Natale. Vogliono togliere il Crocifisso dalle aule...e aboliamo pure il Natale che non sanno che tormento è per le maestre! |
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Prima dei telefoni i balconi, si usciva fuori e si mandava a dire. Erano lo sfogo della casa, le ragazze non uscivano a spasso tranne per la funzione, la domenica. Però stavano in vista sul balcone, passava il giovanotto, un fiore conficcato nell'occhiello, una sbirciata a scippo, l'intesa fulminata, telegramma spedito con le ciglia. Al balcone tra i vasi la ragazza dipanava un gomitolo, ricamava a telaio, fingeva di pungersi con l'ago per liberare gli occhi messi in giù. Mia nonna si fidanzò al balcone. E mia madre, d'estate, dopoguerra, con altri amici esce sul balcone per il fresco e un uomo, ventottanni, sedutosi vicino le chiede di sposare. Provengo dall'incontro di loro due là fuori, a Mergellina, col cielo giocoliere del tramonto. Ma da un altro balcone s'era affacciato pure l'impettito a dichiarare guerra, sporgendosi rapace e pappagallo sulla folla ubriaca di se stessa. Era meglio se usciva alla finestra e meglio ancora se teneva chiuso, così non si guastava la storia dei balconi e dell'Italia del millenovecento. (Erri de Luca, da L'ospite incallito)
Vi
propongo questi versi di Erri de Luca, autore e poeta che tanto amo,
perchè mi hanno divertita tantissimo. E certo l'amore, questo
sentimento così importante, ha cambiato nel tempo, il
suo modo di manifestarsi. I balconi, le finestre, nel primo novecento
sono stati testimoni di amori nati quasi furtivamente, da una sbirciata
tra feritoie e vasi di fiori. Tutto molto romantico... E
poi i balconi come testimoni della Storia. E qui....stendo un velo
pietoso...anche se mi viene da pensare che ognuno trova il modo più
consono e più adatto ai tempi, per arrivare alle folle... |
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Ci
sono sogni difficili da lasciar andare, ma poi si aprono gli occhi, ci
si ritrova svegli e la realtà che era sfumata nel torpore riappare tale
e quale. La realtà a volte è dura, ma è solo da quella che si può ricominciare.
Uffa....domani è lunedì!!!! |

Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lassciarlo e seduti, alla porta del tempio, accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.
Perchè se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro,
se non potrà sfamare l'uomo del tutto, e se spremete l'uva controvoglia, la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E se anche se cantate come angeli, ma non amate il canto,
renderete l'uomo sordo alle voci del giorno e della notte.
da "Il profeta" di Gibran
Ho
imparato da mio padre ad amare il lavoro. Papà era un capo cantiere
edile...muratore, dall'età di 16 anni. Ha lavorato con tenacia, senza
mai lamentarsi della fatica. Mai un giorno d'assenza, pochissimi giorni
di ferie all'anno. Si alzava prestissimo al mattino, accendeva i camino
e leggeva i miei libri, perchè lui non aveva potuto studiare, per
lavorare e mantenere la sua famiglia d'origine. Poi preparava il caffè e lo sentivo, dalla mia camera da letto, girare lo zucchero e fischiettare felice.
Poco
prima di recarsi al lavoro, svegliava me, perchè dovevo andare a
scuola, poi perchè studiavo all'università e, infine, perchè dovevo
insegnare in una scuola non vicinissima.
Quel suo risveglio sempre dolce...mi dava la carica per affronare nella giusta maniera la giornata.
Mi diceva che lavorare era il suo modo per pregare il Signore e ringraziarlo per quello che gli dava.
Le
sue mani erano sempre ruvide, piene di calli, arrossate dal freddo.
Solo quando si è ammalato, ho scoperto che aveva mani lunghe, lisce,
bianche.
Il suo esempio è la mia forza... |

Nel giallore temporalesco
le mie poesiucole
ricopiate su un quaderno di scuola
per te.
L'anima s'appiattisce
tra passato e presente
come un'avvinazzata corolla di papavero
- a ricordo d'un idillio di viaggio -
fra le pagine di una guida turistica.
Antonia Pozzi
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" Il primo amore
della sua vita. Adesso lo sa. Se l'è detto di notte, mentre guardava la
finestra su cui brillava di riflesso il lampione. Se l'è ripetuto:io
amo Emanuele e lui ama me. E quasiasi cosa succeda, continueranno ad
amarsi, perchè un incontro non si sceglie ma si prende come un destino
e quando è avvenuto, è compiuto per sempre..."
Da" Il treno dell'ultima notte" di Dacia Maraini Ho letto il ramanzo ad agosto...non era propriamente un libro da leggere
sotto l'ombrellone per le tematiche impegnative e scritte con uno stile
diverso da quello tipico della Maraini. E' un romanzo che elogia la libertà, denuncia le efferatezze perpetrate
dai totalitarismi del Ventesimo secolo e definisce il senso della
giusta memoria: i fantasmi malvagi del passato non sono sconfitti; si può costruire il futuro solo se i criminali sono condannati e le colpe espiate. |
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